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S.O.S. gioielli: proteggerli da mare, cloro e creme

Come salvare i gioielli da salsedine, cloro e creme solari

L’estate è la stagione in cui indossiamo i gioielli con più leggerezza, tra un tuffo e una passeggiata in riva al mare, senza pensarci troppo. Ed è proprio qui che nascono i problemi, perché salsedine, cloro e creme solari lavorano in silenzio e rovinano i nostri gioielli preferiti senza che ce ne accorgiamo sul momento.

 

La buona notizia è che bastano pochi gesti, fatti al momento giusto, per evitare quasi tutti i danni. In questa guida non ci limitiamo a elencare i nemici del mare, ma organizziamo la difesa come un vero pronto soccorso. Vedremo cosa fare prima, durante e dopo la giornata in spiaggia, come comportarci pezzo per pezzo, cosa fare se ci siamo dimenticati di togliere un gioiello prima del bagno e quando invece conviene affidarsi al laboratorio di una gioielleria.

Anello e bracciale indossati al mare sabbia salsedine

Perché mare, piscina e crema rovinano i gioielli

Prima di correre ai ripari vale la pena capire cosa succede davvero, perché i danni più insidiosi sono quelli che non si vedono subito. La salsedine del mare tende a ossidare l’argento e a rendere opache le pietre, mentre il cloro della piscina è ancora più aggressivo e attacca soprattutto l’oro bianco e l’argento, arrivando a intaccare lo strato di rodio che dà brillantezza all’oro bianco.


La sabbia, che sembra innocua, si comporta come una carta vetrata naturale. Quando si infila tra le maglie di una collana o si deposita su un ciondolo, può graffiare le superfici in modo permanente. A completare il quadro ci sono il sudore, le creme solari, gli oli abbronzanti e i profumi, che lasciano patine e residui capaci di opacizzare i metalli e di rovinare in particolare i materiali organici come le perle e il corallo. Conoscere questi meccanismi aiuta a capire perché certi gesti, all’apparenza esagerati, fanno davvero la differenza.

Prima, durante e dopo: la routine che salva i gioielli

La sera prima: scegli cosa portare

Tutto comincia dalla scelta. Prima di partire per il mare conviene decidere quali gioielli portare e quali lasciare a casa al sicuro. I pezzi a cui tieni di più, quelli di valore affettivo o economico come un anello di fidanzamento o le perle di famiglia, stanno meglio nel loro astuccio che sotto il sole. Per la spiaggia punta sui modelli lineari e robusti, senza pietre o inserti fragili.

In spiaggia: i gesti giusti

Una volta arrivati, l’ordine conta. Indossa i gioielli per ultimi, quando crema solare e profumo si sono già assorbiti, così eviti che i prodotti si depositino sulle superfici. Se hai in programma di sdraiarti sulla sabbia o di startene ore al sole, toglili senza esitare, sia per salvarli dai granelli abrasivi sia per non ritrovarti con i segni dell’abbronzatura. E prima di un tuffo, la mossa più sicura resta metterli via, almeno quelli più fragili.

Al rientro: la pulizia

Dopo una giornata tra sole, sabbia e acqua, dedica qualche minuto ai tuoi gioielli. Il metodo è semplice. Lasciali qualche minuto in ammollo in acqua tiepida con un velo di sapone neutro, poi risciacquali con cura e asciugali tamponando con un panno in microfibra. Non strofinare mai, perché è proprio lo sfregamento a segnare le superfici più sensibili. E tieni alla larga spazzole, prodotti aggressivi e solventi, che fanno più male che bene.

S.O.S. ho fatto il bagno con i gioielli, cosa faccio?

Capita a tutti, prima o poi, di dimenticarsi un anello al dito o una collana al collo e ritrovarsi in acqua senza averci pensato. Niente panico, perché intervenire subito risolve quasi sempre la situazione.

 

Appena esci dall’acqua, sciacqua subito il gioiello sotto acqua corrente dolce, così porti via sale e cloro. A casa, completa con una pulizia in acqua tiepida e sapone neutro, sempre senza sfregare, e asciuga bene tamponando. Se dopo tutto questo il pezzo resta spento, l’oro bianco appare ingiallito o una pietra sembra aver perso vita, è il segnale che serve una mano professionale, di cui parliamo tra poco. L’errore da non commettere è lasciarlo asciugare con la salsedine ancora addosso, perché è lì che il danno peggiora.

Gioiello per gioiello: cosa puoi bagnare e cosa no

Uno degli errori più comuni è ragionare sui gioielli in blocco, quando invece ogni pezzo ha esigenze diverse. Ecco una guida rapida per orientarti.

Fedi e anelli in oro giallo

Sono tra i gioielli più resistenti. L’oro giallo tollera bene l’acqua e non si ossida, ma resta comunque buona abitudine sciacquarlo in acqua dolce dopo il mare e controllare che la sabbia non si annidi attorno a eventuali pietre.

Oro bianco

Richiede più attenzione. Il cloro in particolare intacca il rodio che gli dà la sua brillantezza fredda, e con il tempo può farlo ingiallire. Meglio evitare mare e soprattutto piscina, e prevedere ogni tanto una rodiatura professionale che lo riporta a nuovo.

Argento

È il materiale più delicato di fronte all’acqua salata, che lo scurisce rapidamente, e al cloro, che lo opacizza. Nelle piscine riscaldate e nelle acque termali il rischio è ancora maggiore, perché il calore e lo zolfo possono danneggiarlo in modo difficile da recuperare. In spiaggia, meglio tenerlo lontano dall’acqua.

Perle e corallo

Non vanno mai immerse. Essendo materiali organici, temono l’acqua, le creme, il sudore e i profumi, che ne rovinano la superficie e, nel caso delle perle, indeboliscono il filo che le tiene insieme. Si puliscono solo con un panno morbido appena umido e vanno riposte con cura.

Gioielli placcati e oro vermeil

La placcatura è uno strato sottile d’oro applicato su un altro metallo, e proprio perché sottile si consuma più facilmente a contatto con acqua marina, cloro e superfici abrasive.Con questi pezzi cerca di evitare di immergerli e puliscilii sempre con delicatezza al rientro.

E i gioielli saldati che non si tolgono?

C’è una categoria di gioielli che sfugge a tutte queste regole, perché non si può togliere prima del bagno. Sono i quelli permanenti, i bracciali e le cavigliere saldati al corpo senza chiusura, sempre più amati proprio perché restano sempre indosso.

 

In questo caso devi sciacquarli sempre. Dopo ogni bagno in mare o in piscina basta passare il gioiello sotto l’acqua dolce e asciugarlo tamponando, così da rimuovere sale e cloro prima che agiscano. Trattandosi in genere di oro, si tratta di gioielli abbastanza resistenti, ma la costanza in questo piccolo gesto fa la differenza sul lungo periodo. Se noti che il filo ha perso lucentezza, una lucidatura in gioielleria lo rimette a nuovo.

Quando portarli in gioielleria

Ci sono situazioni in cui la pulizia casalinga non basta, ed è giusto affidarsi a chi ha gli strumenti adatti. Se un gioiello resta opaco nonostante la pulizia, se l’oro bianco ha ingiallito, se una collana di perle si è allentata o se dopo giornate di sabbia le griffe che tengono una pietra sembrano meno salde, è il momento di passare in laboratorio.

 

Un intervento professionale può fare ciò che a casa non è possibile. La lucidatura restituisce brillantezza alle superfici segnate, la rodiatura ridona all’oro bianco il suo bianco brillante, il controllo e il ripristino delle griffe mettono in sicurezza le pietre, e il rinfilo delle perle previene la rottura del filo. Sono attenzioni che allungano di molto la vita di un gioiello e che vale la pena programmare a fine estate.

In sintesi

Proteggere i gioielli d’estate non richiede sforzi particolari, solo un po’ di metodo. Scegli con criterio cosa portare al mare, indossali per ultimi dopo la crema, passali sotto acqua corrente dopo il bagno e ripuliscili con cura al rientro: sono gesti che bastano a prevenire quasi tutti i danni. Tieni a mente che ogni pezzo ha le sue esigenze, e che perle, argento e oro bianco pretendono più riguardo degli altri.

E quando il fai da te non basta, il laboratorio di fiducia fa il resto. Da Gioielleria Mattiussi, a Basiliano, ci occupiamo di pulizia, lucidatura, rodiatura e di tutte quelle piccole cure che riportano un gioiello al suo splendore.

Collana dorata sfondo mare

Domande frequenti

L’oro giallo è resistente e regge bene l’acqua, ma conviene comunque sciacquarlo dopo il bagno. L’oro bianco è più delicato, perché il cloro e la salsedine possono intaccarne il rodio: in quel caso evita l’immersione.

Le perle sono un materiale organico e temono acqua, creme, sudore e profumi, che ne rovinano la superficie e indeboliscono il filo che le unisce. Vanno pulite solo con un panno morbido appena umido, mai immerse.

Immergili in acqua tiepida con sapone neutro, lasciali qualche minuto, risciacqua e asciuga tamponando con un panno morbido, senza mai strofinare. Evita spazzole, detergenti aggressivi e solventi.

Sì, il cloro è particolarmente aggressivo su oro bianco e argento. Può opacizzarli e intaccare lo strato di rodio dell’oro bianco. Meglio togliere i gioielli prima di entrare in piscina, soprattutto se riscaldata.

Basta sciacquare il gioiello con acqua dolce dopo ogni bagno e asciugarlo tamponando, per rimuovere sale e cloro. Trattandosi in genere di oro è resistente, e una lucidatura in gioielleria lo rimette a nuovo quando serve.

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